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Nocturn


At such a short length from myself
axis and darkness of my gravitation
I raid the mind of who I am
in celebration of oncoming sleep:
here is the earth no-longer, night
summer wind coming
wind of the end of me, reddening
and a nocturn comes and sets itself down
like the palm of a father
and where are you going, really
really, where’s it you think you’re headed
ordinary as you are
with your ten weightless years
sails stirred by the selfsame breeze
with your two hands and your little face
ten fingers to count your years
and all a surface, feathered with freshness
and all the you of yourself
you could stand.


Notturno


A così breve distanza di me
asse e buio della mia gravitazione
faccio irruzione nella mente di chi sono
celebrando l’ascensione del sonno:
ecco la terra persa, notte
vento d’estate vieni
vento che mi sottrai e imporpori
e viene un notturno che si depone
come il palmo di un padre
ma dove vai ma dove
ma ‘ndolà vastu, ce fastu, tu, garibaldìn
tu così qualunque
avevi dieci anni leggeri
vele mosse dalla medesima brezza
avevi due mani un faccino
dieci dita per contare gli anni
e tutto un suolo, piumato di freschezza;
avevi di te
quanto bastava di te


Proprietà letteraria riservata
© Pierluigi Cappello
© 2013 RCS Libri S.p.A., Milano
Mandate a dire all'imperatore © 2010 Fondazione Poesia Onlus – Italian Poetry Foundation